Sofia, una nostra amministratrice, in luglio è stata in Uganda in visita all’orfanotrofio dei  Missionari della Povertà, a Kampala. Finalmente, siamo riuscite a farci raccontare la sua esperienza che ora vogliamo condividere con tutti voi!

Non spingete, ognuno avrà la sua razione!

Non spingete, ognuno avrà la sua razione!

Non avrei mai pensato di emozionarmi ancora così, dopo tanti anni che ormai faccio questo lavoro.

Invece è successo di nuovo.  Ho il magone entrando in questo orfanotrofio, trattengo le lacrime pensando che questi bambini stanno bene,  sono felici e c’è qualcuno che si prende cura di loro grazie al nostro supporto. Ma allo stesso tempo penso che non è abbastanza e che potremmo fare di più, che meritano di più.

Entro in questo cortile affollato di bambini, tutti seduti, attenti e composti nell’attesa della loro razione giornaliera di cibo. Sono curiosi, mi scrutano, mi sorridono e, a tratti, sembra quasi vogliano correrti incontro per avere un abbraccio, un semplice abbraccio.

Alcuni lo fanno, timidamente, ma allo stesso tempo con quella spontaneità che ti scioglie.  Ti chiedono una foto e durante quello scatto ne approfittano per saltarti in braccio e buttarti le loro manine al collo.

Ci sono bambini di tutti i tipi, piccoli, grandi, ci sono anche gli adolescenti, i diversamente abili ed alcune donne anziane. Sì, perché con il nostro lavoro e le nostre donazioni stiamo aiutando tanto, anche e soprattutto loro.

 

Il più piccolo dell'orfanotrofio, dopo essersi lavato le mani per il pranzo

Il più piccolo dell’orfanotrofio, dopo essersi lavato le mani per il pranzo

Purtroppo in paesi come l’Uganda  i disabili e gli anziani arrivano a perdere ogni dignità perché non sono ritenuti utili alla società e vengono quindi abbandonati, letteralmente abbandonati.

Questi bambini hanno bisogno di cure mediche specifiche e i missionari ci chiedono un ulteriore supporto, spiegandoci che i disabili psichici e fisici hanno bisogno ogni giorno di medicinali costosi. Ed anche gli anziani.

Li lasciamo con una forte stretta di mano e con la promessa che avremmo trasmesso il loro messaggio ai sostenitori dei bambini. Un messaggio che non è solo quello di inviare denaro, ma di pensare che, dall’altra parte del mondo, spesso questi bambini stanno aspettando un abbraccio, un gesto di calore o una medicina.

Non diamo per scontato nulla.

Sofia

 

LA FELICITÀ È UN DONO

IO ADOTTO A DISTANZA