Il 16 giugno del 1990 in Perù apre le sue porte per la prima volta CIMA (Centro de Integración de Menores en Abandono) con il quale COOPI collabora con un progetto di sostegno a distanza. All’inizio la struttura, nel centro di Lima, contava solamente un paio di stanze. È con questo “patrimonio” che Padre Jean Louis, il fondatore, ha cominciato la sua personale missione: aiutare i ragazzi che hanno incontrato diverse difficoltà nellaFondatore_CIMA vita a trovare il loro posto nella società, a riscoprire le proprie potenzialità e accompagnarli nel loro percorso di crescita. Dopo 25 anni i risultati positivi sono davvero tanti!

Come ogni anno il 16 giugno, il centro ha organizzato una festa per celebrare il proprio anniversario e anche io, Giulia, rappresentante di COOPI in Perù e Max, referente dei progetti di sostegno a distanza, eravamo presenti. Per arrivare a CIMA il percorso è abbastanza lungo, il distretto dove si trova (Cieneguilla) è servito da pochi mezzi pubblici e sono tre le strade per raggiungere il posto: una, lunghissima e sterrata, che costeggia il fiume con uno strapiombo che continua a crescere da un lato e rocce dall’altra; una seconda, percorribile solamente a piedi attraverso una semi-foresta urbana e un’ultima che prevede l’attraversamento di un fiume…di certo non una passeggiata in certi periodi dell’anno.

Quando finalmente si arriva al Km 21 di Calle Felipe de las Casas, non ci sono cancelli, solo una piccola salita con un cartellone che ti avvisa che stai entrando nel centro CIMA, Centro de Integración de Menores en Abandono; non c’è un campanello o una porta da aprire: è già aperto per tutti perché “ognuno è libero di entrare ed uscire dalla propria casa” ci dice Padre Jean Luis…ed è questo che è CIMA, casa!

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Il discorso di Padre Jean Luis, fondatore di CIMA

È la casa di tutti i ragazzi che sono passati da qui e hanno ritrovato autostima e fiducia in se stessi per andare avanti. Ora hanno formato nuove famiglie, sono persone attive nella società e danno il loro meglio per essere buoni esempi per i piú piccoli. CIMA è la casa anche di quei ragazzi che piú volte sono inciampati, ma che hanno saputo chiedere aiuto e da soli sono tornati al centro; è la casa di tanti volontari che ogni anno dedicano le loro vacanze collaborando e portando le loro esperienze; è la casa di tutto lo staff che crede fermamente nella missione che Padre Jean Louis porta avanti da 25 anni. Infine, è casa anche per noi di COOPI, e ogni volta che arriviamo ci abbracciano talmente forte che sembra non ci vogliano mai lasciare andare.

L’aria che si respira a CIMA è quasi magica e non solo perché non c’è tutto l’inquinamento che caratterizza la capitale peruviana, ma perché qui tutti ti sorridono e sono pronti ad aiutarti… È vero: spesso i ragazzi che vivono nel centro all’inizio ti guardano  con un po’ di diffidenza, ma basta una parola e i loro occhi cominciano a sorridere.

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Il gruppo Wayra Marca composto da alcuni ragazzi di CIMA

Come ogni festa d’anniversario è tutto piú che organizzato: c’è la messa, ci sono i ringraziamenti speciali alle autoritá, le canzoni del  gruppo Wayra Marca (il gruppo musicale composto da alcuni ragazzi di CIMA. Sono bravissimi! Qui un video di una loro esibizione per l’anniversario di una scuola https://www.youtube.com/watch?v=XXt-YWV1rZM); gli interventi degli ospiti, gli spettacoli di danza e il grande pranzo tutti insieme.

Partecipare alla festa per i 25 anni di CIMA vuol dire anche emozionarsi nel vedere i risultati ottenuti fino ad ora; ne è la prova Enrique Palomino che nel 2000 ha lasciato CIMA ma ora è uno degli educatori del centro e ogni anno al microfono comincia a ringraziare uno per uno tutti i ragazzi che vivono o che hanno vissuto a CIMA, con un sorriso contagioso e a volte anche con qualche lacrima.

Un momento molto toccante della celebrazione è stato il ringraziamento speciale che i più piccoli del centro e quelli che ormai non ci vivono più hanno voluto dare a Padre Jean Louis, che nonostante l’etá e gli acciacchi continua determinato nella sua missione. E ci saluta tutti dicendo: “ci vediamo al 50º anniversario!”

Giulia

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