sostegno a distanza coopi regalo di natale25 novembre 2016

Isabella, i suoi figli, fratelli e nipoti hanno scelto di fare un sostegno a distanza per Natale, e ne sono felici. Perchè è un regalo che unisce tutta la famiglia e la fa crescere…

 

Un anno fa, mi ritrovavo nel mezzo del solito dilemma: cosa regalare a Natale?

I miei figli e nipoti potevano contare già su un gran numero di giochi e giocattoli e a poco sarebbe servito aggiungerne altri. Anzi. Già me li immaginavo scartare in maniera febbrile un regalo dopo l’altro, gustarsi per un attimo prima l’uno e poi l’altro, tornare a casa con la macchina piena, giocare un poco con i nuovi giochi e poi dimenticarsene, per un anno intero.

Era questa scena che desideravo davvero per i miei figli e nipoti? Questa bulimia di giochi? Ed era davvero questo che mi auguravo per le finanze della mia famiglia e di quella dei miei fratelli? Soldi guadagnati con il sudore della fronte e gettati in un mare di plastica inutilizzata?

Ma soprattutto era qualcos’altro che io volevo per Natale. Volevo condividere con la mia grande Famiglia il sentimento di fare del Bene, volevo condividere il progetto di educare al Bene.

Per questo mi è venuto in mente il Sostegno a distanza.

L’idea di fare spazio nella nostra Famiglia ad un membro in più, proprio nel giorno di Natale, mi sembrava la risposta alle nostre domande. Quel bambino o quella bambina avrebbero parlato di un Paese diverso dal nostro, dove l’acqua e il riscaldamento non arrivano a casa e dove andare a scuola è un sogno e una benedizione. Quel bambino o quella bambina sarebbero entrati nella nostra vita per non uscirne mai più, per costruire a vicenda un futuro di solidarietà, amicizia, bene.

Tutti i miei fratelli hanno accettato con entusiasmo.

Il giorno di Natale, dopo che i nostri figli hanno scartato i loro 2 doni a testa (quello dei genitori e quello dei nonni), hanno letto la lettera di Babbo Natale che li informava del dono specialissimo che da qui in avanti avrebbero ricevuto: il Sostegno a distanza di Tesega, un bambino etiope di 3 anni, che amava il calcio come loro e che viveva con la mamma e la sorella maggiore nei sobborghi di Addis Abeba.

Non dimenticherò mai lo spirito di attenzione con cui i miei figli e nipoti (tutti tra i 3 e gli 11  anni) hanno ascoltato la lettera.  Così come non dimenticherò mai come, alcuni mesi dopo, alla mia affermazione “siete 6 cugini”, il più grande tra tutti mi abbia corretto “no, noi siamo 7, c’è anche Tesega!”.

Scegli anche tu di regalare un sostegno a distanza per Natale e condividilo con tutta la tua famiglia.