1Festeggiato in Europa ormai da secoli, il carnevale è stato introdotto nelle Americhe nel XVI secolo con l’arrivo degli spagnoli e dei francesi. Ad Haiti, il carnevale è l’occasione per divertirsi ed intrattenersi e soprattutto è l’occasione in cui le norme sociali si rilassano, facendo sfumare le differenze. È quindi rapidamente diventato una tradizione in questo paese.

Quest’anno si festeggia a nord nella cittá di Cap Hatien. Purtroppo la lontananza da questa città e i costi del trasporto non sono abbordabili per la maggioranza della popolazione. Tuttavia per mantenere questa tradizione, le scuole organizzano un giorno di festa, dove i bambini sono invitati a travestirsi e a passare la giornata giocando e ballando.

All’Istituto Saint Paul, frequentato dai 180 bambini che beneficiano del Sostegno a Distanza attraverso Coopi, abbiamo vissuto due giorni di festa con loro. Il primo giorno, riservato ai più piccoli, è cominciato alle 8 del mattino come un giorno normale di scuola. Eppure questa volta i bambini non sono stati obbligati a mettere l’uniforme ma hanno potuto vestirsi a loro piacimento. È stata una grande sorpresa vedere che i bambini non si erano travestiti da super eroi o pincipesse Disney come in Europa, ma piuttosto da contadini, con vestiti tradizionali dei loro antenati ricordando il detto “Istwa’m se idantite’n” tradotto come “la nostra storia è la nostra identità”. Sulle lore pelli nere brillavano lustrini di tutti i colori, riflettendo la loro gioia e il loro buon umore.

Grazie al generatore dell’Istituto, riparato da poco con l’apporto economico del programma del Sostegno a Distanza, i professori e gli alunni hanno ballato tutta la mattinata al ritmo della Compa, la musica tradizionale haitiana. Ogni classe ha nominato il suo re e la sua regina, che hanno ricevuto l’ammirazione di tutti i loro compagni e si sono fatti fotografare come delle vere star.

2Il giorno dopo il cortile della scuola è stato attrezzato con altoparlanti, con un piccolo palcoscenico improvvisato e con una pista da ballo. Le ragazze sono venute con i loro vestiti e accessori più belli e con delle belle trecce di tanti colori. I ragazzi si sono messi i loro più bei pantaloni e camicie, e si sono decorati la testa con dei lustrini dorati.

Sono quindi state organizzate diverse attività: un piccolo cinema con la proiezione di cartoni animati di Tom e Jerry, una sala con due televisioni dove i bambini potevano giocare con la playstation, una tombola dove i più fortunati potevano viencere quaderni, matite, sandali, peluche ma anche pantaloni o magliette. Sotto il bellissimo sole di Port-au-Prince, sul palco del cortile si sono succeduti spettacoli di danza e teatro che i bambini avevano preparato da giorni. La regina della scuola, nominata dagli insegnanti, ha fatto un bellissimo discorso ringraziando a nome di tutti per l’opportunità di ricevere una buona educazione.

Quest’ambiente festivo e pagano non ha impedito ai professori di ricordare ai bambini di raccogliere i rifuiti e di rispettare l’ambiente ricordando il motto del carnevale di quest’anno: “Yon ayisyen, yon pyebwa”, cioè “un haitiano, un albero”.