Salve Luisa, Grazie a Voi per l’impegno e l’entusiasmo che manifestate nella vs. attività, questo mi ha colpito all’incontro e mi ha reso felice sapere che dietro Coopi ci sono persone come te e come Morena (dal Perù) ….. Non sono molto brava con le parole…(spero di esserlo con i fatti) ma posso affermare che sicuramente serve sempre molto conoscersi e aver modo così di apprezzare maggiormente ciò che viene fatto dagli “altri” e dare maggiore slancio a ciò che ognuno fa nel proprio piccolo. Attualmente io e Tommaso sosteniamo un ragazzo di 13 anni in Etiopia Yeabsera Asmare. Spero di sentirvi presto e un saluto a tutti i compagni del Thé di sabato. Ciao Sandra – – – – — Come dire: lampante! Nel senso che, cara Luisa, è stato tutto lampante: la pienezza del racconto dell’esperienza maturata dalla famiglia di Claudio; il riscontro che COOPI è tutt’altro che una idea ma qualcosa di tangente ed effettivo; la consapevolezza che l’aiuto (magari anche piccolo) che tu porti alle persone meno fortunate di te ma che può essere di notevole importanza per loro, ti faccia, comunque, sentire migliore; il fatto che puoi dare una cosa, che purtroppo si stà perdendo e cioè la speranza agli altri, fa si che tutto questo sia lampante, sotto gli occhi di tutti e che sia un qualcosa che và oltre la vita di tutti i giorni. L’importante è solo riuscire a capire che quello che si fà è rimesso al “progetto” e non al singolo: fatto questo capisci l’importanza di COOPi ed il successo in quello che fai! Grazie ancora di tutto Tommaso