ebola sensitizatiztion - Kissy L’ebola, un virus che spaventa e per cui ancora non ci sono cure, sta mettendo a dura prova alcuni Paesi dell’Africa Occidentale tra cui la Sierra Leone.

Gli aggiornamenti di poche ore fa da parte di Ethel, responsabile locale dei progetti di Sostegno a Distanza in Sierra Leone, sono per fortuna abbastanza rassicuranti. Tutti i bambini e gli abitanti delle Comunità di Gbondu, Gbaidu, Massabendu e del quartiere di Kissy, nonostante la grande preoccupazione, stanno bene.

Inoltre dal 18 al 21 settembre, sono previsti 4 giorni di quarantena, durante i quali gli abitanti resteranno nelle proprie case per un controllo generale. Le scuole invece sono ancora chiuse e in base all’evolversi dell’emergenza si decideranno le date di riapertura.

COOPI continua ad insistere sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione riguardo alle buone pratiche e norme igieniche da seguire. Ad esempio, grazie alla donazione di un gruppo di amici, gli alunni della scuola di Kissy ora sanno come proteggersi dal virus.

Molto infatti si può fare per prevenirne la diffusione e il contagio, per questo il 7 agosto scorso il nostro staff ha tenuto a Kissy, presso la scuola elementare Fontana della Speranza dove portiamo avanti il programma di Sostegno a distanza, un incontro di sensibilizzazione per far conoscere ai bambini e ai loro genitori le buone pratiche igieniche per difendersi dal virus.

La scuola, che si trova a Looking Town uno slum nella periferia della capitale Freetown, oltre ad occuparsi dell’istruzione dei bambini iscritti, vuole essere anche strumento di sensibilizzazione per la comunità.

Per questo motivo, quando alcuni nostri sostenitori hanno fatto una donazione per i bambini della Sierra Leone, abbiamo deciso subito di realizzare proprio nella scuola “Fontana della Speranza” una giornata di sensibilizzazione sulla prevenzione del virus ebola. L’obiettivo della giornata è stato quello di coinvolgere in primo luogo i bambini, che per la loro tenera età possono essere vittime del virus perché non sanno come proteggersi, e ovviamente nelle attività di sensibilizzazione sono stati coinvolti anche i genitori, i nonni, i leader comunitari per far conoscere anche a loro le modalità per arginare il più possibile la diffusione del virus.

Durante la giornata abbiamo spiegato alcune regole igieniche da seguire come ad esempio lavarsi frequentemente le mani usando acqua e sapone; portare le persone che mostrano i primi segnali di malattia immediatamente in ospedale; evitare di salutare stringendo la mano, fondamentale in questo caso il ruolo dei genitori per ricordare ai bambini che indipendentemente dalla relazione il contatto fisico è da evitare.

I presenti, tra cui un incaricato del Ministero dell’Educazione, i responsabili locali, alcuni insegnanti di scuole primarie e secondarie, sono stati felici dell’attività svolta e hanno dimostrato la loro volontà a farsi portavoce del messaggio ricevuto con le persone della comunità e con quelle a loro più vicine.

Grazie alla donazione, oltre all’attività di sensibilizzazione, sono stati acquistate 60 capsule di cloro e 10 secchi per l’acqua che saranno posizionati in posizioni strategiche per permettere a tutti di avervi accesso, gli stessi saranno controllati da un gruppo di volontari che verificheranno anche la presenza del cloro come igienizzante.

L’attività di sensibilizzazione ora viene svolta anche negli altri villaggi dove Ethel ha potuto incontrare e parlare con alcune insegnanti dei villaggi di Gbondu, Gbaidu e Massabendu, che si stanno impegnando insieme a tutta la comunità a rispettare e promuovere le buone norme igieniche di prevenzione.