Scusate il ritardo (siamo rientrarti dal Perù a metà settembre e scriviamo soltanto ora!) La citazione cinefila certo non viene spesa in memoria del compianto Troisi, ma è piuttosto formula rituale per l’indugio nell’intervento sul vostro blog. Potremmo addurre motivazioni varie ma sarebbero tanti bla bla poco interessanti. Ciò che invece ci preme farvi pervenire è il senso che questo tempo ci è servito anche a far sedimentare delle emozioni. A metterle meglio a fuoco.

1Così come ci piacerebbe non sembrarvi formali nel riconoscere la disponibilità, la gentilezza e la professionalità del personale dell’ufficio COOPI di Lima, in modo particolare di Morena e Gabriel, che accompagnandoci “virgilianamente” nei sobborghi della megalopoli ci hanno permesso di incontrare Nicol, la bimba che abbiamo adottato a distanza, sia con la sua famiglia che nell’accogliente realtà dell’Hogar S. Camilo. A proposito, probabilmente non si ricorderà di noi, ma ci teniamo a salutare calorosamente, e se ce lo permettesse con affetto, anche l’ottimo padre Zefferino, incontrato appunto in quell’ambito. Ma i ringraziamenti che vogliamo rivolgervi sono dovuti soprattutto alla competenza professionale delle persone incontrate, che, con sensibilità, ci hanno permesso di fugare alcuni dubbi che avevamo sull’incontro con Nicol.

2Era una circostanza a noi sconosciuta e avevamo molti timori: non volevamo essere invadenti ma al tempo stesso volevamo che percepissero il nostro sincero interesse; insomma all’inizio non sapevamo come comportarci nonostante desiderassimo molto incontrare Nicol e la sua famiglia. Morena e Gabriel ci hanno tranquillizzati rassicurandoci che la nostra visita non sarebbe stata vista come un’invasione anzi al contrario Nicol e la sua famiglia ne sarebbero stati felici. Questa serenità ci ha poi consentito di sciogliere più facilmente qualche imbarazzo iniziale o alcuni formalismi di rito, in modo da farci “sentire” meglio la dolcezza e l’affetto che Nicol e la sua famiglia sono riusciti a trasmetterci. Incrociamo le dita, augurandoci che anche loro abbiano vissuto emozioni simili alle nostre. Abbiamo regalato a Nicol una mappa del mondo, in modo da farle vedere dove sono il Perù e l’Italia: a dispetto dell’oceano, grazie alla meraviglia dell’adozione a distanza, c’è un filo che ci unisce e ci consente di starle vicino. Ad essere un po’ presuntuosi ci viene da dire che abbiamo intravisto qualcosa, tra gli sguardi e i sorrisi che ci siamo scambiati con Nicol e la sua famiglia, qualcosa che va molto al di là di quello che ci saremmo potuti aspettare. Ci è parso di percepire un legame profondo tra noi e loro, nonostante fosse la prima volta che ci incontravamo; un legame che, siamo certi, proseguirà a lungo.Tutto questo ha dato un significato profondo e un senso nuovo al nostro viaggio. Ce la siamo portata dietro, e dentro, questa impressione, e ora che siamo di nuovo a casa siamo felici di pensare che tutto questo non sia solo un ricordo, una fotografia. Ci piace pensare che siamo attori di un progetto, complici di quei sorrisi, di quegli sguardi che ci sono stati regalati, e che vorremmo contribuire a tenere vivi, non solo nella nostra memoria. Francesca e Luca