condivisione_etiopiaPer Loris, terza classificata al concorso “Vinci un soggiorno, conosci il bambino che sostieni” il ​ sostegno a distanza è  soprattutto condivisione di questa esperienza con le persone, di COOPI e delle altre associazioni, che l’hanno                    accompagnata quando ha deciso di fare questa scelta. Oggi il sostegno a distanza è non solo condivisione di una gioia ​ con i suoi due meravigliosi bambini, felici di avere un “terzo fratellino”, seppure vive in Etiopia​ , ma anche un ​ gesto                     educativo​  per “guardare il mondo con occhi diversi”. Loris lo spiega molto bene nella sua lettera:

Da ragazza decisi di partire per una missione in Kenya: 1 mese intenso di vita vissuta, di nuove scoperte, di avvicinamento al cosiddetto “terzo mondo”…al mondo della fame e della miseria…così povero ma così ricco di  sentimenti, di emozioni, di esperienze che mi hanno fatto capire qual era la semplicità delle cose e che non avrei mai più dimenticato!
Da adulta mi sono ritrovata a conoscere persone che lavoravano con cuore e anima a progetti di cooperazione internazionale e, grazie alla loro onesta e attiva partecipazione quotidiana a tali attività, mi sono spinta ad adottare a distanza un bambino che è diventato adulto ed ha completato l’iter di studio che gli ha consentito di restare a dare una mano all’interno della “missione”, cioè nel villaggio dove aveva studiato e nel quale c’era bisogno che persone qualificate autoctone proseguissero le attività di sostegno in loco. Successivamente ho adottato altri bambini e sempre con grande piacere ho condiviso con loro, e con l’associazione che mi faceva partecipe, la crescita, gli studi, le speranze e le aspettative di vita.
Oggi sono mamma di due bambini e ho voluto condividere con loro una nuova adozione a distanza proprio con Coopi per offrire loro una nuova opportunità “educativa”:…guardare il mondo con occhi diversi e fare comprendere che la loro realtà “incantata” non esiste altrove e che nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per fare stare meglio qualcun altro…Vi riporto ciò che ingenuamente hanno detto i miei figli dopo aver ricevuto la letterina contenente le notizie del bambino adottato: “Mamma adesso abbiamo un “terzo fratellino” ma perché non lo abbiamo ancora conosciuto?”.
Spero quindi che i nostri figli possano essere sollecitati a sviluppare la sensibilità e l’attenzione verso gli altri…e che in futuro non si dimentichino dell’altra parte del mondo o in generale di chi soffre…cercando di promuovere qualsiasi iniziativa che possa aumentare la solidarietà diminuendo la “distanza dei sostegni” e la diffidenza verso il “diverso”.
Grazie”

Leggi le altre testimonianze di adozione a distanza in Etiopia