Kumba ha avuto una vita difficile fin dai piccola: i genitori hanno sempre vissuto in condizioni di estrema povertà ma non sono riusciti a garantirle neanche l’affetto e l’attenzione necessaria. Kumba ha sempre vissuto in uno stato di abbandono: affidata a chiunque fosse, a volte anche a ragazzine molto giovani. Arrivata l’età di andare a scuola, un’insegnante si è accorta di lei e ha fatto di tutto perché anche la piccola potesse frequentare le lezioni, nonostante la famiglia non avesse i mezzi per pagare le rette e l’uniforme.

1Per Kumba il progetto di sostegno a distanza fu la soluzione di gran parte dei suio problemi: tutte le spese per l’istruzione furono coperte e Kumba ne fu veramente felice;è una bambina molto intelligente, a volte un po’ riservata, ma ama molto anche giocare con gli amici.

Quando finalmente sembrava che tutto andasse per il meglio, capitò il peggio: la madre lasciò un bicchiere di soda caustica vicino a dove generalmente la famiglia conservava l’acqua e la bambina, tornata assetata da scuola, si bevve l’intero bicchiere. Kumba iniziò a vomitare e a stare malissimo. Fu portata in ospedale dove ricevette alcuni medicinali ma i genitori non si erano neanche resi conto che la bimba stava lentamente avvicinandosi alla morte. Per fortuna, in quei giorni in Sierra Leone ci fu la Giornata Nazionale dell’immunizzazione in cui, grazie a COOPI, alcune infermiere dell’ospedale statale si sono recate anche a Gbondu per controllare la salute dei bambini. Si accorsero subito dello stato gravissimo in cui versava la bambina e la portarono immediatamente all’ospedale statale, dove Kumba fu curata con i medicinali adatti e la bambina fu salvata. Kumba oggi sta bene ed è tornata a condurre una vita normale.