Erano anni che parlavo con mia mamma di attivare un’adozione a distanza, ma non sapevo come fare e soprattutto non riuscivo mai a capire quale potesse essere il rapporto reale che avrei instaurato col bambino. Così rimandavo, persa in una specie di limbo di dubbio. Prima di Natale un mio collega mi ha chiesto “vorremmo attivare un’adozione a distanza, conosci qualche associazione?”… ok ok ok… questo, per come vivo io, vuol dire “ti faccio capire che è giunto il momento di darti una mossa e di far qualcosa di utile”. Rispondo semplicemente “Mi informo e ti dico.” Da informatica quale sono, mi metto su internet e cerco. Trovo mille siti e arrivo a quello di COOPI. Leggo e finalmente capisco cosa significa un’adozione a distanza e che rapporto si può avere col bambino. Ottimo!!!

Nella mia ignoranza però, COOPI non la conoscevo ancora, i progetti mi piacciono, il modo in ci li spiegano è chiaro e diretto, ma prima di attivare un sostegno a distanza di un bambino vorrei saperne di più. Inizio a cercare articoli che ne parlino e a chiedere in giro… “conosci COOPI?”… e una risposta arriva “Non conosco a fondo il programma delle adozioni a distanza, però avendo lavorato per COOPI per circa 12 anni ti posso garantire che l’organizzazione è seria e i budgets arrivano a destinazione.” Le altre risposto sono state o “no, non la conosco, informati e poi mi racconti” oppure “si e puoi fidarti”. A questo punto i dubbi son spariti!!! Guardo tra i progetti attivi e scelgo il Perù, non perché abbia una preferenza per un paese piuttosto che l’altro, ma perché mastico un po’ di spagnolo e quindi potrei aver meno difficoltà nel scrivere delle lettere al bambino. Contatto COOPI e poi compilo il modulo per l’adozione e imposto i versamenti. Mando mille mail a COOPI per capire ora cosa fare e ogni mia agitata richiesta ricevo una mail serena e allegra che mi spiega tutto… che i volontari di COOPI facciano anche un corso di pazienza per tenere a bada le ansie dei donatori??? mi sa proprio di si… Una settimana esatta dopo l’avvio dell’adozione trovo nella buca delle lettere una busta di COOPI… che strano… l’adozione l’ho attivata con mia mamma e noi viviamo in due città diverse… ma la lettera la troviamo una volta che siamo insieme… meglio di così!!! Apriamo e dentro c’è una bella scheda colorata con la storia di una splendida bambina, insieme alla sua foto. Ora sì che tutto mi sembra più reale!!! Ovviamente nel giro di pochi giorni la foto fa bella mostra sul mio comodino. Poi inizio a scrivere una lettera per spiegare alla bambina chi siamo. Naso nei libri di grammatica spagnola cerco almeno di rendere le frasi leggibili, l’ultima correzione la lascio a mia mamma che conosce lo spagnolo molto meglio di me. Creo una carta da lettere tutta colorata, riporto le mie frasette e spedisco tutto insieme a delle nostre foto, almeno la bimba saprà che faccia hanno quei due personaggi che le han scritto quella lettera in uno spagnolo italinizzante e buffo. … ah già… e il mio collega??? stava sempre aspettando una risposta… “per l’adozione ho scelto COOPI” e intanto gli giro tutta la documentazione… pochi mesi dopo mi avvisa che le informazioni son state molto utili e di aver adottato 2 bimbe a sua volta. Nel frattempo racconto tutta felice la cosa agli amici e dopo poco vengo a sapere che un’altra coppia ha messo in pratica gli stessi passi. Meglio di così (^-^). A questo punto mi metto in buona pace ad aspettare che passino i mesi e mi arrivino notizie… Ma come dicevo, sono un’informatica, e il naso lontano dai siti non riesco a tenerlo e periodicamente vado a curiosare tra gli appelli urgenti per vedere che capita. Passano i mesi e ne leggo uno che mi coinvolge emotivamente in maniera molto forte… Faccio due conti per capire se posso riuscire a sostenere un secondo bambino, perché spesso il desiderio e la voglia di aiutare si scontra con la realtà della vita quotidiana. Io posso rinunciare alle cene al ristorante o a dei vestiti e lui può continuare ad andare a scuola… direi che la bilancia pende nettamente da una parte… e quindi scrivo per capire se l’appello sia ancora attivo… lo è… o meglio… ormai… si può dire… lo era (^-^). Ringrazio COOPI per avermi permesso di conoscere questi due splendidi bambini e di esser loro, forse, un po’ utile nell’avere una possibilità in più di studiare ed essere seguiti e protetti. Nell’avere insomma un’infanzia ed una adolescenza più serena. (C., provincia di Torino – 18 maggio 2011)

Nel 2008 ho adottato una bambina a distanza del Perù. Sono molto fiera di questo gesto d’amore che mi ha cambiato la vita. Ringrazio COOPI che mi ha dato la possibilità di fare questa adozione. Sono anche una volontaria di COOPI; per me questa attività è molto importante, mi aiuta tanto ed è per questo che la consiglierei. Non è facile, perché ci vuole tanto entusiasmo ma mi rende felice e non mi manca mai la voglia di dare e ricevere il sorriso e fare crescere insieme i nostri ideali. (F., Milano – 9 giugno 2011)

Ho conosciuto la vostra associazione via Web , non è facile scegliere tra le decine e decine di associazioni che ruotano intorno alle adozioni a distanza e vari progetti di aiuto per le popolazioni in difficoltà. Un gesto di solidarietà verso chi soffre ci fa sentire bene, nasce dal cuore, ma per fare la differenza bisogna donare bene, affidandosi ad associazioni serie e con le quali si deve instaurare una relazione di fiducia, inserire i nomi delle persone che dedicano le giornate al telefono instaurando relazioni con i donatori (Sig.ra Luisa e Sig.ra Diana) danno quel tocco di famiglia che manca alle altre associazioni. Poi è prassi comune trovare la scusante” tanto i soldi non arriveranno mai ai veri bisognosi”credo che la strada migliore sia di potenziare sia il passa parola ma aumentare le notizie che si inviano ai vari sostenitori riguardo ai bambini adottati in modo che si sentano più coinvolti in questo tipo di aiuto a distanza e ne parlino di più nella loro cerchia di amicizie e famigliari. Queste sono solo considerazioni di una persona che non ha la minima idea di organizzazione nel settore umanitario , ma il mio lavoro mi insegna che l’informazione deve essere disponibile subito se bisogna cercarla, solo le persone veramente interessate impegnano del tempo per farlo. (A., Sorrento – 18 maggio 2011)

Era da parecchio tempo che riflettevo sul fatto che io, come tanti di noi, ho tutto, forse troppo, il superfluo ed il superfluo del superfluo e mi soffermavo spesso a riflettere che ci sono PERSONE che non hanno neanche il necessario per sopravvivere. La volonta’ di dare un contributo, seppur piccolo in confronto alle necessita’, era fortissima, ma ero molto scettica sulla serieta’ delle varie associazioni e soprattutto temevo che l’aiuto sarebbe arrivato in parte infintesimale a chi realmente ne aveva bisogno. Un giorno, sfogliando una rivista (che abitualmente non compro), mi sono soffermata a leggere un’intervista alla presentatrice Emanuela Folliero nella quale raccontava di avere due adozioni a distanza con COOPI ed elogiava la serieta’ dell’onlus. Non avendo mai sentito nominare COOPI, ne sono andata alla ricerca su internet ed ancora non paga telefonai per avere un contatto diretto. Parlai con una persona gentilissima che rispose a tutti i miei quesiti con competenza e serieta’ e cosi’ decisi di aderire. (F., prov di Udine – 24 maggio 2011)
Tutto è iniziato a Natale, quando Paolo, nostro figlio minore e la sua fidanzata Andreana, ci hanno consegnato una busta con la foto di una bimba, una lettera e tanta documentazione: si trattava di un sostegtno a distanza, da loro attivato a nostro nome e pagato per un intero anno (e conoscendo le loro entrate di “giovani-laureati-precari”, in bilocale in affitto, con gattina trovatella a carico, ci è parso, soprattutto dal punto di vista economico, un dono di tutto rispetto).
La motivazione di tale dono è stata :”di nipoti per ora non se ne parla e allora abbiamo pensato di canalizzare le aspettative affettive-nonnesche della mammotta (io) verso una bambina che ha bisogno di un aiuto per vivere…”
Per farla breve, in ordine cronologico:
– mi sono commossa
– ho preso contatti con COOPI, l’ONG con la quale era stato attivato il sostengo a distanza – ho incontrato i responsabili di tale associazione; vedendoli di persona e parlando con loro mi sono convinta della serietà del loro impegno. Sono giovani semplici, chiari e motivati nel perseguimento dei loro obiettivi.

Consiglieri a tutti di sostenere un bambino a distanza con COOPI. (S., Torino – 9 febbraio 2011)