esperance-w600_f1702d3049ea5d0804b8713db8e568fcSiré ha undici anni; ha vissuto senza mamma (deceduta quando lei era molto piccola) e senza papà (che non ha mai conosciuto) ma soprattutto senza un’identità. Alla sua nascita, infatti, i genitori non l’hanno iscritta all’anagrafe pertanto la bambina per lo Stato non esisteva e, non esistendo, non poteva andare a scuola né beneficiare dei, seppur scarsi, servizi pubblici come l’assistenza sanitaria. La storia di Siré è una delle tante che si conoscono in Senegal e in molti paesi africani, dove i parti avvengono per lo più in casa e accade che i genitori, spesso analfabeti, non registrino all’anagrafe la nascita dei loro bambini. La storia di Siré è però diversa di quella di tanti bambini e questo grazie al sostegno a distanza. Dopo diverse vicissitudini, infatti, Siré ha ottenuto i suoi documenti, e ha iniziato a studiare, è una bambina matura che ha imparato tanto dalle sfortune della vita. E’ stato proprio grazie all’aiuto di un donatore italiano che Siré ha potuto essere presa in carico da Notre Dame de l’Espérance e che la zia ha potuto essere aiutata a iniziare le pratiche burocratiche per ottenere udienza in tribunale e quindi l’ estratto di nascita della bambina. La storia di Siré conferma che il sostegno a distanza è un aiuto fondamentale per tanti bambini che, già dalla più tenera età, hanno vissuto tante difficoltà ed è prezioso per la tutela dei loro diritti, che possono sembrare a noi scontati ma che non lo sono affatto in Africa, come quello di avere un documento di identità.