1« Natacha, che piacere vederti di nuovo su skype ! Come state dopo tutto quello che è successo ? »

Settimana scorsa, dopo giorni che non avevo piu’ contatti con Natacha, responsabile dei progetti di sostegno a distanza di COOPI in Rep. Centrafricana, ho finalmente potuto parlare di nuovo con lei e chiederle come stava e come stanno i nostri bambini dopo il Colpo di Stato dello scorso 24 marzo.

« Piano piano ricominciamo » mi risponde con la sua calma e rassegnazione : non è la prima volta che vive personalmente un Colpo di Stato.

« E i bambini nei nostri Centri, come stanno ? »

« Ho subito chimato i responsabili di ogni struttura. Stanno tutti bene : per fortuna nessuno dei nostri Centri è stato saccheggiato »

« Natacha, quando hai tempo mi racconti quello che è successo, vorrei aggiornare i nostri sostenitori »

« Ok, ti mando due righe. CIAO »

« Ciao Natacha, in bocca al lupo »

Natacha non mi delude mai, con tutto quello che avrà avuto da fare, è riuscita anche a trovare il tempo per mandarmi la sua testimonianza. Ecco qui quello che ci racconta:

22 marzo 2013: alle 10 del mattino il nostro responsabile ci chiama per darci le ultime notizie sulla situazione nel nostro Paese. Sono 4 mesi che i ribelli cercano di prendere Bangui e pare che ora siano davvero alle porte, dobbiamo fare i bagagli, riunire tutti i documenti più importanti del nostro lavoro e metterli al riparo.

Queste stesse informazioni, che noi abbiamo ricevuto a chiare lettere da Papy, erano nell’aria già da qualche giorno e la popolazione di Bangui se ne stava rendendo conto. Quel giorno era un continuo movimento di persone che correvano: chi verso casa, chi lasciava la sua abitazione dei quartieri a nord del paese per rifugiarsi in quelli della zona sud-est, più sicura, chi fuggiva dalla città per raggiungere qualche parente e mettersi in salvo.

Nel pomeriggio, da casa, seguivamo radio RFI per avere aggiornamenti sull’evolversi della situazione: in uno scontro tra ribelli e militari i primi l’avavano avuta vinta e stavano guadagnando terreno.

E infatti, la mattina di domenica 24 marzo, i ribelli sono entrati a Bangui; la popolazione attonita li osservava dirigersi a piedi o sui camion verso il palazzo residenziale e nel giro di poco è iniziato il terrore: tiri di arma da fuoco, negozi e case sacheggiate, morti e feriti.
I fedeli al Presidente sono stati messi in fuga e noi abbiamo vissuto momenti di panico: siamo rimasti sneza acqua né elettricità per tre giorni, chiusi in casa per la paura e, nonostatne il capo dei ribelli avesse comandato di non sparare alla popolazione, diversi colpi sono partiti ferendo molte persone e facendo anche alcuni morti.

In tanti ci siamo domandati cosa sarebbe stato di noi e del nostro paese. Non è la prima volta che viviamo un Colpo di Stato e ogni volta il Paese ritorna al suo stato primitivo. Per ora i ribelli non sono ancora disarmati e in città fanno quello che vogliono; piano piano si sta tornando al lavoro ma abbiamo ancora paura di uscire di casa. Per fortuna, tutto è successo nel periodo delle vacanze di Pasqua e i bambini sono ancora a casa; le scuole dovrebbero riprendere il 12 aprile e speriamo che per allora nel Paese torni la calma.

Vi aggiornerò presto

Natacha

Bangui, 5 aprile 2013

Quella di Natacha è la testimonianza di chi è rimasto nel Paese è ha vissuto tutti gli avvenimenti del Colpo di Stato; sul nostro blog abbiamo invece pubblicato la testimonianza di Benedetta, collega di Natacha, che insieme ad altro personale dello staff di COOPI in Repubblica Centrafricana ha dovuto lasciare in fretta il Paese. Su www.coopi.org continueremo a pubblicare aggiornamenti in merito.

In questo momento la Repubblica Centrafricana è uno dei Paesi in cui la popolazione ha maggior bisogno di aiuto. Il sostegno a distanza è un’opportunità molto concreta per offrire a un bambino la possibilità di andare a scuola nonché cibo e cure a tutta la sua famiglia. Sostieni subito un bambino a distanza. GRAZIE