1Nella letteratura sia nostra che internazionale vi sono molti romanzi, racconti che parlano di disastri, emergenze e deile conseguenze per la famiglie coinvolte ed i loro figli, purtroppo peró non sono solo racconti spesso é una realtá ancora attuale e dura da accettare e soprattutto difficile e complessa da superare. Anche in Italia se pensiamo a romanzi storici come il Mulino del Po di Bacchelli (che narra di inondazioni) o ai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (che narra della peste) o alla canzone che narra del terremoto di Messina, tanto per citare alcuni esempi, si mette molto l’enfasi su come le famiglie da sole o con le loro reti sociali dovevano sopravvivere a disastri dovuti a fenomeni della natura. Tutto ció in Italia é storia ormai, dopo un disastro lo Stato interviene per proteggere ed aiutare le famiglie piú colpite affinché possano rimettersi rápidamente dalla disgrazia súbita.

Peró in altre parti del mondo, dopo un terremoto, una inondazione grave, un periodo di siccitá, periodi di basse temperature in paesi dove gli Stati sono deboli e non garantiscono i diritti basici alle popolazioni, le famiglie con le loro reti social devono da sole affrontare la realtá e trovare soluzioni per la loro sopravvivenza. La perdita e morte di persone nelle famiglie, la distruzione della casa, la perdita dei raccolti, le epidemie, la mancanza di acqua insieme alla morte di animali da allevamento (bovini , suini ed ovini) insieme agli animali da cortile (galline, tacchini, anatre, oche, maiali) innescano complessi meccanismi che rendono difficile la sopravvivenza dei superstiti e che spesso non prendono in considerazione i piú deboli come i bambini, gli anziani, le persone con handicap. COOPI é una organizzazione che interviene durante le emergenze ed i disastri, appoggiata dal suo maggiore finanziatore che é la Direzione Generale per gli Aiuti Umanitari della Comissione Europea, ed últimamente anche da AGIRE, per alleviare la sofferenza sia delle perdite delle vite umane che delle perdite economiche aiutando a facilitare meccanismi che portino a ristabilire una situazione simile a quella previa al disastro. La situazione piú drammatica con cui ci si scontra dopo un disastro é la morte delle persone, soprattutto madri e padri che lasciano bambini piccoli orfani, in stati dove la protezione all’infanzia non viene ancora assunta come un dovere. Si é visto il caso del terremoto di Haití, che la lasciato tanti bambini orfani in mano, a volte, di persone senza scrupoli e che mettono in pericolo la vita di questi bambini sopravvissuti ad un trauma difficile da raccontare… Dopo un disastro tante famiglie non possono piú mantenere i figli a scuola, ma li mandano a lavorare per poter riprodurre i pochi beni che hanno perso e che sono vitali per la loro sopravvivenza. Anche rispetto alla salute, le famiglie non hanno piú i mezzi per assicurare la alimentazione si base previa al disastro e soprattutto non hanno fondi per l’acquisto di sementi o di animali da cortile per riprendere a coltivare. Come operatori di COOPI ci si é trovati spesso in situazioni in cui l’appoggio attraverso un progetto di emergenza non era sufficiente, perché troppo corto nel tempo ma anche perché centrato a rispondere alle necessitá immediate di sopravvivenza senza avere la possibilità di dare una risposta ai bisogni vitali a lungo termine di un gruppo minoritario. Per i motivi indicati sopra COOPI ha avviato anche il sostegno a distanza, che permette ai nostri parnter locali di appoggiare bambini/e ed adolescenti divenuti orfani a seguito di un disastro oppure in stato di abbandono temporaneo a causa delle difficoltá economiche sopravvenute per un disastro. Nel caso specifico del Perú abbiamo nove bambini fra fratelli e sorelle, divenuti orfani a causa della morte di entrambi i genitori periti sotto le macerie della loro casa nella cittá di Pisco per il terremoto del 15 agosto del 2007, di cui tre, i piú piccoli, sono nel centro Case dei bambini poiché i fratelli maggiori non se ne possono fare carico. Inoltre molti altri bambini/e a seguito di inondazioni, siccitá e basse temperatura sono stati portati dalle famiglie al Centro della Sagrada Familia che li ospita per garantire loro non solo l’alimentazione ma anche la frequenza nelle scuole. Potremmo fare una lunga lista con queste/i bambine/i ma é suficiente leggere la loro storia per capire la realtá che hanno dovuto affrontare ed il perché si trovino nella Sagrada Familia. COOPI é molto sensibile a questa realtá che spesso sfugge nell’ambito degli interventi umanitari, sia perché invisibile all’inizio (ci si trova spesso a intervenire in zone che non si conoscono) sia perché molto complessa e difficile da risolvere. Ed è proprio anche questa nostra attenzione che rafforza le nostra capacità di sostegno alle persone e ai bambini più vulnerabili.