Natacha, dello staff di COOPI in Rep. Centrafricana, segue personalmente i progetti di sostegno a distanza Natacha, dello staff di COOPI in Rep. Centrafricana, segue personalmente i progetti di sostegno a distanza

Il Colpo di Stato dello scorso 24 marzo continua a lasciare il Paese in una situazione molto instabile. Paura e sfiducia sono sentimenti diffusi tra la popolazione.
Natacha ci racconta le difficoltà a seguire i progetti di sostegno a distanza, che proseguono nonostante tutto.
Le scuole, che a Bangui dovevano riprendere nel mese di giugno saltando le vacanze estive per recuperare i mesi persi, sono ancora chiuse dappertutto.
Le ultime informazioni ufficiali erano che l’anno scolastico sarebbe ricominciato lo scorso 7 ottobre ma oggi è venerdì 11 e gli studenti stanno ancora aspettando. Solo qualche scuola privata ha riaperto i portoni e per strada raramente si vedono bambini recarsi a scuola.
A parte le intenzioni ufficiali di dare inizio alle attività, il grosso problema è che i funzionari e gli insegnanti non ricevono lo stipendio da ormai troppi mesi e le famiglie,già sotto tensione a causa delle violenze e crimini senza sosta, non hanno fiducia in un servizio che dimostra di non funzionare pertanto sono le prime a esitare a mandare i loro figli a scuola.
Tutto il sistema, insomma, è in crisi.
A peggiorare la situazione sono i continui episodi di violenza che seminano il terrore tra la gente costringendole a lasciare i loro villaggi per trovare rifugio nella foresta. Nella zona della scuola di Bouchia e di Mbaiki, per esempio, lo scorso 4 ottobre un gruppo armato non meglio identificato ha organizzato un assalto durante il quale sono morte 2 persone e un episodio simile era accaduto due settimane prima a Mbata che dista 18 km da Bouchia.
Questa è la situazione in cui stiamo lavorando: organizzare le nostre normali missioni è molto pericoloso ed è per questo che sono ferma a Bangui da qualche tempo. Tra l’altro, la scuola di Bouchia è ancora chiusa e Mbaiki aprirà solo il 14 ottobre.

La popolazione sopravvissuta a uno degli attacchi dei gruppi armati

La popolazione sopravvissuta a uno degli attacchi dei gruppi armati


Ho pianificato una missione per il 25 ottobre: spero davvero che la situazione rimanga stabile per poter finalmente ritrovare tutti i bambini e mandarvi notizie su ognuno di loro.

Nel frattempo, qui a Bangui c’è tanto da fare per seguire i 311 che sosteniamo a distanza.
Purtroppo, alcuni di loro, proprio a causa del Colpo di Stato, sono scappati con la famiglia verso altri villaggi e non saremo più in grado di seguirli. Ma non sono molti: vi invierò un elenco aggiornato nelle prossime settimane.

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