Mancano poco più di due mesi alla partenza per l’Etiopia di Raffaella, vincitrice del concorso “Vinci un soggiorno, conosci il bambino che sostieni a distanza”. Nelle sue parole l’amore per i viaggi, per il suo compagno Piero e per Ephram, il bambino che fa parte della sua vita da quasi tre anni. Ecco cosa ci ha scritto.

“​ I nostri nomi sono Raffaella e Piero. Abitiamo vicino Milano, siamo sposati da quattro anni e per adesso non abbiamo figli naturali, solo Ephram di cui occuparci a distanza.
Non sappiamo con certezza se qualcuno gli ha mai parlato dell’Italia e di noi in particolare, a me piacerebbe raccontargli cose semplici ma per lui speciali, come che qui in inverno fa freddo e a volte nevica. In estate invece fa caldo, ma forse non tanto caldo come da lui in Africa.

Noi in Africa ci siamo stati solo una volta, in Kenya, per il nostro viaggio di nozze, e siamo rimasti profondamente colpiti. Lungo le strade di terra rossa abbiamo visto tanti villaggi segnati dalla povertà e dalla fame, ma a stupirci è stata l’incredibile generosità della gente. Siamo tornati a casa pieni di immagini e sensazioni e con l’accresciuta consapevolezza che ognuno di noi ha tanto da dare alle persone meno fortunate. Purtroppo non siamo operatori sanitari né medici, né siamo particolarmente ricchi, ma dopo aver scoperto il sorriso, la dolcezza e l’amore di queste persone crediamo che niente vale più di tutto questo. Dopo qualche mese abbiamo deciso di sostenere un bambino a distanza, proprio in quel continente. E ne siamo onorati.

Il denaro meglio speso e che non rimpiangeremo mai? Quello per i nostri viaggi e quello della quota sostenitore. Ephram adesso ha ​ 13 ​ anni e lo sosteniamo da ormai da quasi 3 anni, continueremo a farlo perché questa piccola azione ci fa stare bene nel cuore. Per noi è solo una pizza, qualche caffè, mentre io credo che per i bambini, per le loro famiglie e per tutta la loro comunità possa essere il cambiamento. L’adozione a distanza non ci impoverisce, al contrario ci arricchisce.

Il disegno di Ephram per Raffaella

Regalare una speranza non ha prezzo!

Ogni volta che riceviamo la comunicazione annuale da Coopi relativa ad Ephram e alla sua crescita c’è sempre un momento, quello in cui sto per aprire la lettera, in cui non riesco a dire una parola per l’emozione. Poi la apro e trovo il
suo disegno e mi ritrovo a sorridere dalla gioia. Siamo molto felici ed orgogliosi ogni volta che riceviamo una comunicazione e speriamo che Ephram sia altrettanto felice di sapere che dall’Italia ha una piccola famiglia che tifa per
lui, che spera che grazie al loro piccolo aiuto lui potrà studiare, giocare e vivere serenamente con la sua famiglia.
Quando ho letto questa e­mail sulla possibilità per i donatori di conoscere personalmente i bambini del progetto di
adozione a distanza ho urlato di gioia e ho chiamato subito mio marito: ho “fantasticato” tante volte su un possibile
incontro con Ephram e la sua famiglia! E’ bello ricevere le foto e i disegni in Italia, certo, ma guardare Ephram direttamente negli occhi e parlare con lui credo sarebbe uno dei momenti più emozionanti della nostra vita.

Grazie alla disponibilità di tutti gli operatori di Coopi, vogliamo davvero congratularci con voi per la serietà e l’impegno
con i quali lavorate. Molto è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare, noi speriamo di continuare a contribuire. Con la
vostra opera le persone comuni, come ho detto prima i non operatori sanitari, i non medici, i non ricchi, possono uscire
dalle mura di casa e sentirsi parte del grande mosaico del mondo, sentendosi uniti e completati a vicenda.

Un abbraccio

Raffaella e Piero ”

Leggi le altre testimonianze di adozione a distanza raccolte in Etiopia