Le tensioni nel paese, iniziate ormai circa un anno fa dopo il Colpo di Stato che ha destituito il Presidente Bozizé, continuano ad inasprirsi causando migliaia di profughi, feriti e morti.

notizia_rep_centrafricana_12marzo14I Centri e le scuole con i quali da tanti anni collaboriamo attraverso il sostegno a distanza,  si trovano nei quartieri meno coinvolti dagli scontri e per fortuna non sono stati oggetto di saccheggio da parte dei militanti.

Purtroppo, però, non mancano i casi di bambini che hanno rischiato la vita durante le violenze che si stanno perpetrando a Bangui. E’ il caso di Marteli, per esempio, che è stato salvato dalla nonna o di tanti piccoli che sono stati costretti a lasciare tutto per scappare alla ricerca di un rifugio o di un luogo più sicuro dove vivere.

Vogliamo condividere con voi, e soprattutto con chi sostiene un bambino in Repubblica Centrafricana e ci scrive preoccupato, un piccolo resoconto sulla situazione di ogni Centro o Scuola, soprattutto dopo il 5 dicembre quando gli attacchi a Bangui si sono inaspriti.

Chram : il centro ha dovuto chiudere nei periodi di maggiore tensione ma dal 6 gennaio ha ripreso le attività per rispondere ai bisogni più urgenti dei suoi piccoli beneficiari.

Centro Enfants de Grace : nonostante la situazione, il Centro non ha mai chiuso. Anzi, le attività sono aumentate  proprio per il crescente numero di bambini che sono rimasti soli e che vengono portati al Centro da parenti o vicini di casa affinché i piccoli possano trovare un rifugio.

Centro Saint Joseph de Turin : ha sospeso le attività per alcune settimane e quasi la metà dei 144 bambini che il Centro segue hanno trovato rifugio proprio al suo interno nel periodo di maggiore paura. Ora le attività hanno ripreso e alcuni bambini, che frequentano le scuole private, hanno anche ripreso le lezioni.

Centro Saint Charles de Louanga : questo è l’unico centro che si trova in una zona molto pericolosa. E’ situato  nel quartiere Ombella  M’poko, alle porte settentrionali della città,  dove maggiori sono le violenze perpetrate dai diversi gruppi. Per fortuna non ha subito danni ma è ancora chiuso e non ha ripreso le attività.

Le scuole situate in provincia , quella di Bouchia e di Mbaiki, non sono state oggetto di saccheggi ma, come la maggior parte degli istituti del Paese, non hanno ancora riaperto e le lezioni non sono ricominciate.

La situazione attuale non ci permette di dare notizie specifiche su ogni bambino (molte famiglie hanno lasciato momentaneamente la loro abitazione e non possiamo metterci in contatto con loro) ma nel mese di luglio ci auguriamo di poter spedire come di consueto gli aggiornamenti su tutti i bambini e potremo dare informazioni specifiche su ognuno di loro.

Nel frattempo, i nostri colleghi in Repubblica Centrafricana sono impegnati ogni giorno per il benessere dei piccoli . Grazie per il sostegno che continuate a garantire ai bambini e ai nostri progetti : il vostro aiuto in questa situazione è ancora più prezioso.

Per fare ancora di più, potete effettuare la vostra donazione  specificando la causale EMERGENZAREPUBBLICA CENTRAFRICANA