Sono partita il 4 aprile, prima tappa: Haiti. Torno dopo un anno e, purtroppo, trovo che la situazione generale non è cambiata molto; qualche maceria in meno, meno traffico. Ma ancora grande confusione, povertà, disperazione. I bambini della nostra scuola, però, stanno bene. Purtroppo le lezioni si svolgono ancora sotto dei grandi tendoni, a seguito del crollo della scuola durante il terremoto, ma è in programma a breve la costruzione di un prefabbricato che sarà sicuramente più adeguato.. Ormai, sono 120 i bambini che possono studiare alla scuola St Paul Dalmas grazie al sostegno a distanza.

1 A loro garantiamo l’iscrizione e le tasse scolastiche, il materiale didattico, l’uniforme, la divisa sportiva ma anche le cure in caso di malattia e attività di accompagnamento psico-sociale rivolte alle famiglie. questo significa per loro anche tornare a condurre una vita “normale”, distraendosi dalla tragedia vissuta. Le suore si stanno organizzando anche per distribuire ai piccoli una merenda in modo da integrare la scarsa alimentazione che i bambini ricevono in famiglia.
La maggiore attenzione che si è avuta negli ultimi mesi è stata rivolta alla prevenzione del colera. Con questo obiettivo, la scuola è stata dotata di diversi bidoni di acqua pulita con saponi e piccole caraffe affinché i bambini possano lavarsi frequentemente le mani e evitare il rischio di contagio.

Ho lasciato Haiti e salutato i bambini con soddisfazione per il progetto che stiamo portando avanti, emblematico è il caso di Y., una bambina di 8 anni che durante il terremoto è stata ferita gravemente a un orecchio dal crollo delle macerie.

2Per salvaguardare il suo udito la bambina è stata sottoposta a un intervento chirurgico che si è concluso felicemente, per la gioia della piccola, di sua mamma e di tutti noi! Dopo un lungo viaggio sono arrivata a Lima (Perù) dove sono tornata nei 4 centri di accoglienza che seguono i bambini che sosteniamo a distanza. In generale tutti i Centri sono cresciuti come numero di bambini, i gruppi musicali sono diventati due, presso la Sagrada Familia, grazie alla donazione di Partesa, sarà presto inaugurata l’espansione della clinica e all’Hogar San Camilo proseguono con successo le attività in favore dei bambini che hanno contratto il virus HIV/AIDS o i cui genitori ne sono affetti. L’unico grosso problema da risolvere tempestivamente riguarda la Casa de Panchita, che non riesce più a sostenere l’affitto della struttura e entro fine anno bisogna trovare una soluzione (un aiuto da fondi privati, il trasferimento in una struttura meno costosa, tuttavia difficile da individuare…). La casa de Panchita sta conducendo un lavoro fondamentale contro il lavoro minorile domestico e in favore di tutti i bambini che ne sono a rischio. Significativa è la storia di D. che è stata pubblicata sul nostro sito perché ha grande urgenza di aiuto.

3Infine, una delle più importanti attività che COOPI sta realizzando in Perù in favore dell’infanzia è la partecipazione, insieme a molte altre associazioni, alla Mesa de concertación che ha lanciato una campagna in favore della tutela dei diritti dei bambini che si chiama Vota por la niñez (vota per l’infanzia) e che ha stilato un’agenda di interventi urgenti per migliorare il rispetto dei diritti dell’infanzia nel paese, nella speranza che in Perù il nuovo governo che sarà presto eletto agisca concretamente per promuovere e garantire i diritti fondamentali dei più piccoli. Si tratta quindi di un’attività davvero importante sulle quali ci stiamo impegnando molto.