Sono la mamma di due splendide bambine: Lea, di quasi 6 anni e Ada di quasi 4. Come tanti bambini di Milano, meno male, vivono una vita fortunata: cibo, casa, vestiti, giocattoli, affetti; non manca loro nulla. Fanno i capricci ogni volta che metto a tavola il pranzo o la cena, al mattino impiegano tre ore per scegliere come vestirsi e ogni volta che passiamo davanti a una vetrina vorrebbero qualcosa. Per ora è normale così: sono figlie dell’occidente benestante………non è certo colpa loro!

Ma da parte mia, qualcosa dovevo fare per iniziare a far capire loro che non è dappertutto così, che esistono altri modi di essere bambini, che non tutto è scontato e che tutto ciò che hanno è splendido ed ha un grande valore. Così ho pensato di “regalare loro un’amica a distanza”; e ho avviato un sostegno a distanza, affinché potessero conoscere la vita di una bambina di un altro paese: le sue difficoltà ma anche la sua cultura, il suo modo di passare le giornate, di giocare o di aiutare in casa……… Mi sono subito rivolta a COOPI, visto che ho un’amica che vi lavora pertanto ho la diretta garanzia che si tratta di un’organizzazione seria e che i nostri soldi sarebbero arrivati alla giusta destinazione.

1Dopo pochi giorni mi è arrivata a casa la busta intestata alle bambine. Con un’emozione indescrivibile le ho chiamate subito: “Lea, Ada, venite, vi presento una nuova amichetta”. Ci siamo sedute sul divano, abbiamo aperto la busta e Ada, la piccola, è scoppiata in un gran pianto. Certo, lei si aspettava di conoscere una bambina e io mi sono presentata con un foglio e una fotografia. L’inizio non è stato dei migliori! Poi, mentre mio marito consolava Ada, io mi sono messa a leggere la scheda con Lea e così abbiamo conosciuto Sebe, una bambina di 12 anni che vive in Etiopia. Ho spiegato a Lea che insieme la aiuteremo affinché possa andare a scuola, avere dei vestiti e mangiare tutti i giorni, sembrava contenta e anche un pò stupita che ci fosse bisogno di noi per queste cose: “ma scusa, ma allora perché non le mandiamo qualche soldo in più così sta ancora meglio?”. Ha voluto che le leggessi tutto, anche la parte più complicata della documentazione, riguardante il progetto che COOPI sta realizzando in Etiopia per Sebe e tanti altri bambini come lei. Mi ha fatto 1000 domande ed è stato per me una gioia risponderle, come potevo. Sulla mappa dell’Africa le ho fatto vedere dov’è l’Etiopia, mi ha chiesto se c’è la guerra e se ci sono i serpenti; abbiamo letto insieme la scheda con le informazioni sul paese, e ha scoperto cosa mangiano i bambini etiopi, come vivono. Ora non vede l’ora che arrivi febbraio, il mese in cui insieme potremo scrivere una letterina a Sebe e in cui lei potrà fare un bel disegno per la sua nuova amica. Per me è stata una grande soddisfazione ed è una scelta che mi sento di consigliare a ogni famiglia. Si tratta di 25 euro al mese, una cifra non troppo influente ma che ha un grande valore: per Sebe, per noi e per la crescita delle nostre bambine.