Le scuole hanno riaperto il 14 aprile scorso e nel Distretto del Kono, dove COOPI sostiene i bambini delle scuole di Gbondu, Gbaidu e Massabendu, dopo mesi di restrizioni, di quarantena nelle proprie case e limitazioni nel vedere o stare a contatto con parenti e amici il peggio sembra passato e si contano i giorni dall’ultimo caso accertato di Ebola: 53, 54…60 giorni e per fortuna anche oggi 0 casi.

Joseph ci comunica il numero dscuola sierra leonei bambini che sono tornati regolarmente tra i banchi e con nostra grande gioia ci dice “ sono fiducioso, i numeri crescono ogni giorno”.  Le maestre fanno l’appello e nella scuola di Massabendu alzano la mano 240 alunni, 167 nella scuola di Gbaidu e 132 in quella di Gbondu. “Mi sembra un’ottima notizia considerando che i numeri di partenza nelle scuole erano rispettivamente 165 a Massabendu, 98 a Gbaidu e 49 a Gbondu” aggiunge Joseph.

Le lezioni hanno ripreso e si svolgono anche delle classi di supporto per aiutare gli studenti a colmare la perdita di informazioni acquisite in precedenza dovuta all’assenza prolungata.

Secondo un recente report dell’Unicef sul settore dell’educazione in Sierra Leone e le conseguenze della chiusura prolungata delle scuole, 1,8 milioni di bambini (e le loro maestre) hanno interrotto bruscamente i loro studi a causa dell’emergenza Ebola.E’ trascorso quasi un mese dalla riapertura ma non è stato facile per i bambini e le loro famiglie tornare alla vita che facevano prima del luglio scorso quando è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Infatti, non tutti i bambini sono tornati a scuola e tra le principali cause c’è la crisi economica concomitante che ha colpito duramente le famiglie e la mancanza di supporto per i bambini e incentivi per le famiglie dopo tanti mesi di assenza da scuola in un Paese dove l’economia e il settore dell’educazione sono ancora così fragili.

Nella  scuola Fontana della Speranza  ad esempio  la situazione è più critica. Infatti la scuola si trova nel quartiere di Kissy, a poca distanza dalla capitale Freetown, dove si è registrato uno dei principali focolai del virus e le perdite tra la popolazione sono state elevate.La preoccupazione che le scuole non siano sicure e la crisi economica stanno incidendo notevolmente sulla ripresa delle iscrizioni e ne stanno rallentando la stabilizzazione più che in altre zone.

Ethel comunque ci rassicura “ Il primo giorno di scuola in classe c’erano solo 20 bambini , 12 maschi e 8 femmine, ma il numero cresce ogni giorno e ad oggi abbiamo 153 iscritti.”.

Gli sforzi che COOPI attraverso i referenti sul campo sta svolgendo sono quelli di sensibilizzare il più possibile le famiglie sullo stato di sicurezza delle scuole e sull’importanza di non lasciare che i propri figli abbandonino le lezioni. Inoltre ogni scuola ha ricevuto indicazioni su come proseguire le attività prevenzione e sono stati forniti termometri per misurare la febbre, predisposte postazioni per lavare le mani e saponi.