20140904_120409Leda è sempre stata una donna molto sensibile alle problematiche dei Paesi del Sud del mondo. Ha sempre desiderato adottare a distanza un bambino, ma inizialmente era scettica nei confronti delle ong.

Poi ha conosciuto Padre Barbieri: lui era al mercato di via Fauchè, vestito con una tunica bianca, a predicare che, solamente con un euro al giorno, potevi sfamare un bambino in Africa.

“Mi è subito sembrato un personaggio simpatico – racconta Leda –  molto carismatico ma alla mano. Sempre con la sua tunica bianca ed un basco sulla testa.” Allora Leda l’ha invitato per un caffè a casa sua. “Qualche tempo dopo” dice poi, “ papà Barbieri -perché da quel giorno inizierò a chiamarlo così- mi ha portato la foto di una bambina, spiegandomi che era l’ultima nata in Congo.” Così Leda adotta la prima bambina: ricorda ancora la gioia di quel momento.

Lei e Padre Barbieri diventano amici, lui le parlava dell’Africa, delle razzie delle bande armate nei villaggi e delle famiglie africane che spesso adottavano i bambini rimasti orfani. Poi racconta di Pasquale, il secondo bambino che ha adottato. Lui e suo fratello Mosè durante le scorribande dei guerriglieri hanno visto uccidere i genitori davanti ai loro occhi; così sono stati adottati dalla famiglia degli zii. Successivamente Leda ha adottato anche il fratellino e il cuginetto Daniele.

Ricorda che Padre Barbieri preferiva che, terminati gli studi secondari, i ragazzini frequentassero dei centri di formazione professionale piuttosto che l’università, perché questo poteva offrire loro molte più possibilità.

Un giorno Padre  Barbieri le parla di Yvette, considerata dalla comunità una bambina strega. “Aveva 13 anni e aveva perso la mamma; viveva con un padre debole e poco presente, e una matrigna che la incolpava per qualsiasi disgrazia accadesse in casa.” Yvette andava dove scaricavano il riso e ne raccoglieva un piccolo pugnetto. Poi  tornava a casa e lo dava alla sua famiglia come per dire -vedi, posso fare qualcosa di buono anche io… – spiega Leda. Poi sollevata dice “oggi ha 17 anni ed è seguita da suor Natalina. Ha avuto un figlio. Certo, un po’ precocemente, ma è felice adesso!” Ricorda la prima lettera che le ha scritto “non potevo credere che le dicessero di essere una strega, così quando le ho scritto, ho iniziato la lettera scrivendo mon petit ange..” (mio piccolo angelo).

Un giorno Padre Barbieri ha raccontato a Leda che a tre dei suoi bambini era stato chiesto, da alcuni compagni, come facessero ad avere dei vestiti così belli; loro avevano risposto che glieli aveva mandati la loro deuxième maman che viveva in Italia. “Non potete trovarne una anche per noi?” hanno risposto gli altri bambini.

Leda spiega che non pensava che avrebbe adottato così tanti bambini. Ora ne sostiene 21! Frequentando Padre Barbieri si è  resa conto che queste famiglie hanno infiniti bisogni e quello che noi possiamo fare per loro vale molto! “Basta davvero poco, porto il mio piccolo granellino di sabbia nella grande duna del sostegno, o come direbbe papà Barbieri, anche da una piccola goccia caduta nel deserto può germogliare un filo d’erba.”

Leda spiega che, come donatrice, riceve ogni anno due aggiornamenti sui bambini che sostiene. Uno in estate, con le novità e gli sviluppi sul progetto, un disegno o una letterina,  ed uno per Natale, con una nuova foto del bambino.

Poi dice “ il rapporto con papà Barbieri e Natalina mi ha dato moltissimo, mi ha fatto capire quanto nelle nostre vite ci sia di superfluo. Sì, inizialmente ero diffidente nell’affidarmi ad una organizzazione non governativa. Ma ho capito che con COOPI ai bambini arriva tutto quello che doni, davvero!