Freetown, 12 aprile 2018

Elgon Cosmetic è un’azienda che da anni sostiene i nostri progetti per le donne in Sierra Leone. Oggi vogliamo raccontarvi l’esperienza di Serena Caimano, Amministratore Delegato di Elgon, che è andata a visitare anche i nostri progetti di Sostegno a distanza.

“La giornata ha come obiettivo la visita alla scuola di Kissy sostenuta da COOPI. Arrivati in sede il mio cuore si ferma. Nello spazio antistante le aule, all’ombra, un’ottantina di bambini di diverse età sono seduti per terra nella polvere, ci danno la schiena e ascoltano qualcosa che sta dicendo loro la maestra, che li sta intrattenendo in attesa che arriviamo noi. Hanno tutti il grembiulino e sono semplicemente stupendi. Quando arriviamo i bimbi si voltano e si accende l’entusiasmo, cominciano a schiamazzare e ad agitarsi, cercando di alzarsi, “opoto, opoto, opoto”. 

Serena Caimano_Kissy

ph.Silvano Pupella

 La maestra li richiama ma è più forte di loro. I bambini si voltano tutti, 160 occhi mi guardano e insieme iniziano a cantare la canzone preparata. In coro, le loro vocine intonano Stille Nacht, e per me è troppo. Non riesco a trattenere le lacrime ma non voglio fargli vedere che la loro sorpresa mi fa piangere! La canzone finisce, sono ancora scossa dall’ondata emotiva ed ecco che mi si avvicinano impacciate un paio di prescelte, che sbobinano tutto d’un fiato un discorso di cui non capisco quasi nulla, ma che deve essere una dichiarazione di benvenuto e riconoscenza per il supporto che COOPI dà alla loro scuola. L’unica cosa che riesco a fare è sorridere.

Finalmente le righe si rompono e ritorno a respirare. Ma i meravigliosi bimbi non se ne vogliono andare, tutti vogliono battere il 5, tutti ci vogliono guardare e sorridere, tutti si mettono in posa per una foto con i nostri smartphone e poi vogliono vedere come è venuta. Saltano, ridono, si spingono, come i bimbi di tutto il mondo. Siamo proprio tutti uguali, è così evidente.

Le famiglie fanno enormi sforzi per mandare i bimbi a scuola. La sfida di COOPI è che continuino a studiare, che non interrompano le lezioni. Arriva Giacomo, è ora di avviarsi verso Makeni, la città dell’entroterra dove passeremo i successivi due giorni…”

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